Con la nuova legge sul turismo, la Lombardia si è dotata di strumenti efficaci per incentivare la promozione del proprio territorio. E dopo la Conferenza nazionale sul turismo di Genova, il Governo ha mostrato più attenzione alle problematiche di un settore che si è appena lasciato alle spalle una stagione estiva non certo esaltante. Abbiamo chiesto a Massimo Zanello con quali strumenti normativi la Lombardia si appresta a governare un comparto dalle grandi potenzialità in una regione tradizionalmente più forte in altri settori economici.
Assessore, mi può indicare i tre punti qualificanti della legge?
E’ una legge che in primo luogo volta pagina rispetto al passato. Abbiamo una storia formata da Apt ed enti di cui nessuno più sentiva la necessità e ne vedeva il ruolo, oggi, rispetto a quando erano nate. Finalmente abbiamo generato una riforma che elimina enti di cui a gran voce si chiedeva l’abolizione. L’altro punto qualificante è che la legge funziona laddove enti pubblici e privati che operano nel turismo fanno sistema: la legge obbliga, comunque invita il territorio a organizzarsi, a fare sistema. Il terzo punto è che i privati diventano protagonisti delle politiche sul turismo, sul fronte delle responsabilità e opportunità che le nuove politiche dovrebbero dare loro.
A proposito dei sistemi turistici mi può sottolineare qual è il ruolo del Comune?
Il comune ha un ruolo fondamentale nelle politiche a favore del turismo, dirette e indirette, dalla gestione del territorio all’accoglienza. Spesso è protagonista degli eventi, ha un ruolo importante nell’organizzazione, quindi. Quello che va sottolineato però è che i comuni turistici dovranno giocare ora un ruolo da protagonisti in un contesto più ampio. Tutti dovranno lavorare insieme, sempre nella logica di sistema, superando i campanilismi a cui abbiamo assistito nel passato
Cosa dovrebbero fare i Comuni per collaborare attivamente ai Sistemi turistici?
Avere idee, proposte su cui discutere insieme agli altri soggetti per valorizzare il turismo a livello locale. Credo che poi ognuno dovrà essere coerente con i propri limiti: ci sarà chi dovrà sviluppare di più le politiche dell’accoglienza e altri che dovranno sviluppare vere e proprie politiche promozionali. E chiaro che Milano è un marchio con risorse tali da potersi vender da solo nel mondo; lo stesso non si può dire per piccoli comuni che avranno sempre bisogno del supporto degli enti pubblici e della Regione. Ognuno deve fare massa con gli altri soggetti e individuare il proprio ruolo nell’ambito delle proprie disponibilità e capacità, ma certamente i comuni sono al centro delle politiche di sviluppo del turismo








