
Turismo, ricerca scientifica e sviluppo locale: stereotipi da rivedere
Nicolò Costa
Dopo una lunga fase di sospensione, riprende la pubblicazione degli 'Annali Italiani del Turismo Internazionale'. Adeguandosi ai tempi, la rivista è on line.
Ogni articolo può essere scelto in base agli interessi del lettore e scaricabile come singolo 'file' per leggerlo quando si vuole e utilizzarlo come fonte per scrivere una tesi, proporre un project work, fare una relazione per un convegno oppure per un piano di marketing aziendale o territoriale; oppure l'intera rivista può essere stampata dal Pc dell'abbonato che la ricompone da casa sua o dall'ufficio per rilegarla e farne un volume cartaceo se lo reputa opportuno. Comunque, la rivista è sempre qua, nella virtual community di Scienzaturismo; basta accendere il Pc, entrare in Internet e seguire il percorso che vi ha portato fino a noi. E' virtuale e scomponibile, ma accessibile e quindi 'reale' come quella che, a metà degli anni novanta, ha svolto un ruolo, significativo e influente a livello di èlite intellettuale e professionale, nello spostare l'attenzione sull'incoming (legge 135/2001, istitutiva dei sistemi turistici locali) e sulle risorse umane innovative formate a livello universitario (riforma universitaria del 1999 con l'istituzione della classe di laurea 39 di 'Scienze turistiche' e specialistica in 'Progettazione e gestione dei sistemi turistici').








